Prima di iniziare il viaggio ci siamo fermati alla Nave, dove abbiamo approfittato di uno spazio al sole, dietro la cascina, per sistemare il furgone, recentemente comprato. Grazie a Irene, abbiamo saputo che, poco lontano, a Gassino, ci sarebbe stata una giornata di scoperta e condivisione sul tema dell’agricoltura sinergica. Decidiamo di andare…
Alla fine di una strada sterrata, entriamo a Ortocampo.
Ci sono tante persone, molte vengono da Torino: è il gruppo che ha seguito le lezioni di permacultura di Jorge alla Cavallerizza Reale. Jorge è ovviamente presente, assieme a Venus che ha preparato alcuni dolci vegani. C’è anche Antonio De Falco, tra i primi a introdurre il concetto di agricoltura sinergica in Italia.
Un cartello scritto a mano ricorda i principi basilari di questo tipo di agricoltura, iniziata da Emilia Hazelip, che riprende alcune idee dell’agricoltura del non fare di Masanobu Fukuoka.
A Ortocampo, c’è un orto sinergico avviato da dieci anni. Non è così frequente vedere orti sinergici attivi da così tanto tempo: la maggior parte di quelli che avevamo visto erano molto più recenti, ancora in fase sperimentale. Questo permette già di tirare alcune conclusioni. Per esempio Luciano, che gestisce l’orto, ha potuto constatare che con la diversificazione delle culture, gli aggressori diminuiscono e oggi non ha quasi problemi di insetti nocivi o malattie delle piante.
L’orto è gestito dalla cooperativa sociale L’arcobaleno. Due giorni alla settimana, Luciano accompagna un gruppo di ragazzi disabili che partecipano alla gestione ed ai lavori, o più semplicemente ad attività ludico-creative. Questo fa parte della sua visione permaculturale. Come ci ha spiegato, infatti, lui applica i principi di prendersi cura della terra e delle persone, progettando l’orto in maniera che risulti il più possibile accessibile anche a persone in sedia a rotelle o con altre disfunzioni motorie.
Dopo la visita all’orto, concludiamo la giornata in maniera conviviale tra musiche e canti attorno al fuoco, mangiando i resti del pranzo e salutando alcuni amici in vista della nostra partenza imminente.


