Mondeggi, fattoria senza padroni (7-15 marzo)

La fattoria, la sua storia recente e le dinamiche attuali.

Mondeggi è al momento la più grande occupazione di terre in Italia. L’antica villa di Mondeggi (XIV secolo) e il suo parco di 200 ettari si trovano sulla collina che sorge tra Grassina e Antella, vicino a Firenze. P1040327L’amministrazione locale ha abbandonato i terreni da alcuni anni, dopo che la società che li aveva in gestione è fallita con un debito di più di un milione di euro. Per rimediare a questa situazione di abbandono e speculazione, nel giugno 2012 si è formato un comitato, che in seguito ha deciso di occupare la terra. Tra le azioni condotte in quel periodo, ci fu una raccolta clandestina delle olive, di cui l’olio fu in seguito distribuito gratuitamente alla popolazione locale.

 

L’occupazione è avvenuta nel giugno 2014. Da allora, un gruppo di una ventina di persone abita alla fattoria. Si descrivono come “un’esperienza pratica di democrazia popolare e di autogestione partecipata di un bene comune”. Ci sono le vigne: 20 ettari di cui solo 8 sono lavorati attualmente. P1040301Mente coltivano l’uva, rifertilizzano la terra impoverita con delle concimazioni verdi. Ci sono poi 12000 ulivi, di cui una parte è curata dagli occupanti (che potremmo più giustamente chiamare i difensori) e un’altra è divisa in piccole parcelle che vengono assegnate a chiunque s’impegni a coltivare e raccogliere. Dopodiché si mandano le olive al frantoio vicino e si redistribuisce l’olio fra tutti i partecipanti.

Se le vigne e gli ulivi costituiscono le risorse principali, i mondeggini coltivano anche delle varietà antiche di frumento. Con la farina che ottengono dal mulino, ogni settimana fanno del pane col lievito madre. Pane toscano: senza sale, con la crosta dura e l’interno morbido e alveolato. C’è anche un frutteto e vari orti. Fanno inoltre un piccolo allevamento di capre, tengono le galline e praticano l’apicoltura. P1040331Si riflette su una forma di autonomia completa, che passa ad esempio per un laboratorio di erboristeria e dei percorsi di autogestione della salute. Da poco è iniziata la libera scuola contadina, che include corsi gratuiti di panificazione, trasformazione d’erbe selvatiche, potatura, orticultura e molto altro. Ma Mondeggi non è solamente agricoltura: ci si fanno dei dibattiti, del teatro ed eventi socio-culturali.

Le minacce di sgombero sono frequenti, ma Mondeggi ha saputo costruire delle relazioni forti, solidali, che proteggono. Delle relazioni con la popolazione locale innanzitutto, che in maggioranza sostiene l’occupazione e la difesa della terra. Delle relazioni con Firenze, dove Mondeggi partecipa a molti eventi e mercati. Delle relazioni con tutto il territorio nazionale, dove questa esperienza è conosciuta e fa parte del movimento di Genuino Clandestino (*). Delle relazioni con il mondo: si intrattengono degli scambi regolari con i contadini brasiliani “sem terra”, inoltre alla fattoria sono passati gli attivisti uruguaiano Raul Zibechi e boliviano Carlos Oliveira. Si dice anche che qualcuno in Palestina abbia piantato un ulivo di Mondeggi.

P1040315 P1040323

Come si legge sulla carta dei principi, si tratta innanzitutto d’impedire la privatizzazione di un bene pubblico e di passare a una gestione comune, d’arricchire l’economia locale e il tessuto sociale, di sperimentare delle pratiche di autonomia e di autogestione, di preservare il patrimonio agro-alimentare attraverso l’agricoltura contadina, nel rispetto dell’ambiente, degli esseri viventi e della dignità umana.

(*) Il movimento Genuino Clandestino è sorto nel 2010. Si tratta di una rete di piccoli produttori che si organizzano in maniera autonoma, senza tener conto né delle certificazioni agricole, né delle norme che regolano l’accesso ai mercati, spesso concepite per la grande distribuzione e l’agricoltura industriale. I produttori creano dei mercati autogestiti, spesso all’intreno di spazi liberati in città (centri sociali, occupazioni, spazi universitari), connettendo così le lotte rurali a quelle urbane. Inoltre, organizzano un sistema di controllo partecipato, per assicurare che si vendano solo prodotti biologici, locali, ottenuti senza sfruttamento di mano d’opera.

Il nostro arrivo, la settimana trascorsa e le nostre impressioni.

Avevamo sentito parlare della fattoria senza padroni. Avevo incontrato alcuni dei suoi membri in Val Susa e a Milano. Ne avevamo anche letto nel bel libro dedicato a Genuino Clandestino. Dopo un primo contatto telefonico, arriviamo quindi a MondeggiP1040308 lunedì 7 marzo, nel tardo pomeriggio. Qui bisogna sempre avvisare prima di venire, perché sia possibile armonizzare l’ospitalità dei volontari con le attività della fattoria. I mondeggini chiedono che chi viene a visitare e dare una mano si fermi una settimana, che è la durata minima per iniziare ad avere una visione globale della fattoria e di come si svolgono le attività. Periodi di tempo più lunghi devono poi essere concordati con il gruppo.

Il nostro furgone avanza lentamente in mezzo agli olivi, sulla strada sterrata che ci porta alla casa principale. I suoi abitanti sono in riunione, ma ne avranno ancora per poco. Si fanno quindi le presentazioni, ci viene mostrata la casa e i dintorni, tra cui il laboratorio dove due ragazzi stanno facendo la birra. Alla sera, mangiamo tutti insieme in una grande tavolata. P1040318Qui a Mondeggi la cucina è autogestita attraverso una lavagna dove chi vuole preparare i pasti segna il suo nome sul giorno della settimana. Bisogna sempre contare tra le quindici e le venti persone, quindi la preparazione necessita spesso di alcune ore. Anche perché il cibo è ottimo: ci sono i prodotti della fattoria (verdure, cereali, olio, uova, pane) e i prodotti biologici comprati all’ingrosso (riso, pasta, zucchero, caffé).

P1040299L’indomani, andiamo a potare le vigne: un lavoro cominciato già da un pezzo, ma che finiremo in settimana. La convivialità è sempre presente: si chiacchera, si grida, ci si diverte, sempre continuando il lavoro. Il paesaggio è splendido, gli occhi seguono le curve delle verdi colline. I cani, fedeli, ci accompagnano. La nostra settimana continua così, tra la potatura, la cura dell’orto o altri piccoli lavori come cambiare la salamoia alle olive.

Questo fine settimana, a Mondeggi si tiene un incontro sull’autogestione della salute. Il volantino recita: una delle prime necessità ad emergere durante il presidio è stata quella di approfondire aspetti legati alla cura della salute attraverso un cambio di prospettiva che ci emancipasse dal ruolo di pazienti passiv* e ci rendesse più consapevoli di quello che possiamo fare per prenderci cura di noi stess*. P1040343Sono stati due giorni di incontri, condivisione e discussioni. Sono presenti numerose persone, certe arrivano anche da Torino o da Roma. Sabato mattina si partecipa ad un laboratorio teorico-pratico sulla medicina orientale, il Qi Gong e la gestione delle emozioni. Dopo un pranzo conviviale e condiviso, nel pomeriggio assistiamo ad una lezione sulle erbe, le loro proprietà e come estrarle, per curare i malanni comuni od usarle in alcuni casi di emergenza. Lezione tenuta da alcuni membri del Forte Prenestino di Roma. Domenica mattina alla Polveriera (uno spazio occupato a Firenze) c’è il mercato di Genuino Clandestino e, in mezzo ai banchi dei produttori, partecipiamo ad una tavola rotonda, sempre sul tema della salute. Attivisti, terapeuti, studenti di medicina e contadini condividono le loro idee ed esperienze. Il mercato è molto bello, ci si vende verdura, frutta, vino, olio, pane, birra, erbe ma anche gioielli artigianali, tessuti, scarpe fatte a mano e saponi. Si prova la gioia di uno spazio libero e liberato. A mezzogiorno si pranza; nel pomeriggio vengono vendute le birre di Mondeggi mentre dei chitarristi improvvisano flamenco sotto il porticato e, più tardi, appare una roda di capoeira con musicisti che suonano berimbao e percussioni.

P1040351 P1040353

Tornati alla fattoria, il lunedì lavoriamo un po’ nel frutteto: bisogna farci una recinzione per proteggerlo da caprioli, cinghiali ed altri animali selvatici. Srotolando il fil di ferro sotto il sole, ci vengono spiegati alcuni dettagli, come la coltivazione di carciofi in mezzo ai filari, per favorire alcuni insetti che proteggono la frutta, mangiandone i parassiti. Nel pomeriggio i mondeggini sono occupati con un’altra riunione e noi ne approfittiamo per sistemarci il furgone in vista della partenza del giorno dopo. Sembra che i tempi di parola e di assemblea siano molto importanti e forse è questo uno dei punti chiave che permettono a questa esperienza di resistere e continuare. Abbiamo visto armonia tra le persone, che lavorano molto senza per questo essere stressate. 20160312_235329Senza dubbio, assistendo alle riunioni si avrebbe un’immagine più corrispondente al vero, perché in una situazione collettiva ci sono inevitabilmente tensioni e conflitti. Ma, se le cose stanno così, le tensioni non escono dalle riunioni, e gli occupanti continuano a lavorare insieme solidali.

I mondeggini sono accoglienti e cordiali, pieni della gioia di vivere e del buon umore caratteristico dei toscani. Sono persone con cui è facile entrare in risonanza. Non ci si conosce, poi improvvisamente, grazie a uno sguardo o una parola, sappiamo di essere sullo stesso percorso. Si condivide una visione, un vocabolario: è già molto. La conoscenza diviene immediata, ci si fida l’uno dell’altro, si lavora e si lotta insieme.

20160307_173706Mondeggi merita di essere conosciuta, come esperienza di ritorno alla terra, di gestione partecipata e responsabile di un patrimonio importante e per le relazioni che questa esperienza ha saputo costruire attorno ad essa, a livello locale e nazionale. Quanto a noi, speriamo di rimanere in contatto e di rivederci presto.


 

This entry was posted in General, Italiano. Bookmark the permalink.